giovedì, 08 giugno 2006

Vi ricordate Vito Ciancimino, quello definito "organico" da Buscetta, bè, anche il figlio è un delinquente. Ma perchè queta gente non la si castra o non s'ammazza la loro progenie?

Fumatoscani ha contribuito a cambiare il mondo alle ore giugno 08, 2006 11:40 | link | commenti
categorie: considero e assidero
domenica, 04 giugno 2006

Okay, il 2 giugno è passato...

Anche se sono un po' in ritardo per festeggiare il 2 giugno (la festa della repubblica, non il compleanno di Fumatoscani), questa vignetta la voglio mettere.

 Frecce della pace

Tratta da La Gazzetta del Mezzogiorno on the web.

eljaba ha contribuito a cambiare il mondo alle ore giugno 04, 2006 09:32 | link | commenti
categorie: pasquinate sgrammaticate
lunedì, 29 maggio 2006

Guerre

emergency logo straccioIcrc

 

 

 

 

 

 

 

“Mi fanno conoscere da Milano, la sorprendente intervista ad Alberto Cairo, «il medico italiano da 16 anni in Afghanistan», uscita su Magazine. Chissà perché i giornali si ostinano a definire Alberto Cairo un medico, e chissà perché Alberto Cairo regolarmente non smentisce? Sa anche lui di non esserlo, è dottore in legge, di professione fisioterapista.
Così, dopo aver appreso che l’oppio-2006 «sarà una grande annata, senz’altro il migliore raccolto dal ’99», il fisioterapista italiano spazia sul mondo: dalla droga a Karzaj, dagli aiuti umanitari a Maurizio Scelli. Ne ha per tutti.
«La gente comincia a non fidarsi più del simbolo della Croce Rossa». Che scoop! Se ne è accorto, con anni di ritardo, anche Alberto Cairo, che tra l’altro per la Croce Rossa lavora, anzi per l’Icrc, il nucleo originario ginevrino del movimento della Croce Rossa.
Noi, sfortunatamente, ce ne rendiamo conto da molto tempo. E ci rendiamo conto che «la gente», anche qui in Afghanistan e non solo in Iraq, ha perfettamente ragione a non fidarsi.
Ai tempi della occupazione sovietica, i responsabili dell’Icrc definivano i mujaheddin «la resistenza afgana» (vi sono centinaia di rapporti e documenti con questa definizione), ma ai tempi dell’occupazione americana (e italiana!) quelli che combattono le forze occupanti sono tutti chiamati da Cairo «talebani», semplicemente. Alla faccia della «neutralità», uno dei sacri e sbandierati principi dell’Icrc. «E gli americani sono cinque anni che li combattono» precisa il fisioterapista.
Verissimo. Da cinque anni in Afghanistan vi sono scontri, attentati, assassinii, rapimenti, sparizioni, torture, bombardamenti. Direi che la parola «guerra» descriva bene la situazione.
Invece no, almeno secondo Cairo, che non perde l’occasione – per lui un vero hobby – di lanciare frecciate ad Emergency. Io sarei «bravissimo a farmi pubblicità»: grazie, me ne compiaccio.
Ma poi, per dare sostanza alla calunnia, precisa «i suoi ospedali curano le ferite di guerra. Ma la guerra è finita».
Gli ospedali, naturalmente sono quelli di Emergency e non i miei. Strana però questa guerra, nella visione di Cairo: un po’ c’è, un po’ no, si combatte ma è finita, si spara ma non ci sono feriti... Ho l’impressione che se Emergency decidesse di aprire un reparto ustionati il dottor Cairo direbbe che il fuoco non scotta. Problemi suoi.
Quando nel 2000 Emergency decise di aprire il Centro di Kabul per curare le vittime di guerra, l’Icrc insorse. Protestarono con l’ambasciata italiana a Islamabad (quella di Kabul era chiusa), con il Ministero della sanità a Kabul (talebano), con la delegazione italiana all’Onu a Ginevra.
Protestarono perché si apriva un ospedale: perché pensano di detenere in esclusiva - lo pensano davvero! – il diritto di decidere quando un ospedale serve e quando no, se è bene o male che ci sia.
In quella occasione, e fu anche l’ultima, Alberto Cairo visitò la sede di Emergency a Milano.
Venne a spiegarci che «quell’ospedale per vittime di guerra non serviva», che i bisogni erano «coperti da loro», cioè dall’Icrc.
Intendeva ben altro, ma non poteva dirlo.
Avrebbe dovuto dire che il Comitato Internazionale della Croce Rossa aveva ricevuto in passato, e continuava a ricevere, una grande quantità di milioni di dollari all’anno – soprattutto da vari governi – per curare i feriti di guerra in Afganistan. Voleva dire che chiunque avesse aperto un nuovo Centro – magari un ospedale pulito, efficiente, di alto livello – poteva fare ombra (e far calare i dollari e gli yen) alla mitica Icrc e al «suo ospedale» a Kabul: quello di Karteh-Seh, che ben conosco.
Lo visitai nell’aprile del 2000: una sorta di immondezzaio dove le pazienti-donne stavano chiuse in una prigione con un chiavistello e la guardia davanti, a impedire visite a chiunque, medici compresi. Chiuse a chiave e guardate (non a vista, naturalmente) dai talebani, in un ospedale sostenuto dalla Croce Rossa. In questo modo erano «coperti» i bisogni. Da loro.
Emergency ha aperto il Centro di Kabul (che ha fatto seguito al Centro di Anabah e ha preceduto quello di Lashkargah) perché ce n’era bisogno. Nel 2001, epoca talebana.
L’ unico ospedale nel Paese, ancora oggi, dove i feriti non spendono nulla per essere curati.
In cinque anni, quell’ospedale «inutile» ha curato 40.890 pazienti, ricoverati o trattati ambulatorialmente, ed eseguito 12.173 interventi chirurgici. Senza distinzione, neanche di genere. Le donne hanno potuto essere curate e hanno potuto lavorare, curare altri, senza chiavistelli né burqa, in un ambiente ospitale non discriminante.
Quell’ospedale «inutile» è riconosciuto ufficialmente dal Ministero della Sanità afgano come il Centro di eccellenza nazionale per la chirurgia di guerra e traumatologica.
In quel Centro – dotato tra l’altro dell’unico reparto di Rianimazione di tutto il Paese e dell’ unica tomografia computerizzata gratuita per la popolazione - c’è un alto standard di cura e di passione nel lavoro. Anche per questo, oltre che per la sua igiene e in qualche modo la sua “bellezza”, questo ospedale è considerato da tutti il migliore in Afganistan.
Non da Alberto Cairo, ovviamente, che senza averlo mai visitato può comunque proclamare che «di ospedali così ce ne sono almeno altri 15». Mi piacerebbe davvero.
Avanzerei una proposta, a giornalisti del Corriere o di altre testate. Andate a vederli, gli ospedali segnalati da Alberto Cairo, e scriveteci su, magari immaginandovi di essere voi i pazienti.
Poi, se ne avete voglia, passate a visitare il «Centro Chirurgico per vittime di guerra di Kabul». Qui lo chiamano «Emergency Hospital», qualsiasi cittadino di Kabul ve lo saprebbe indicare. Non servono appuntamenti né preavviso, non abbiamo bisogno di passare un po’ di vernice fresca...
E già che ci siete, chiedete ad Alberto Cairo di farvi visitare, essendone direttore, i «6 ospedali ortopedici della Croce Rossa Internazionale sparsi in tutto l’Afghanistan».
Ospedali ortopedici? Neanche l’ombra!
Laboratori per la produzione di protesi sì. Ma che c’entrano con gli ospedali? Se un fisioterapista (con tutto l’affetto per la categoria) diventa “medico”, un centro protesi diventa poi un ospedale ortopedico? Non è “creativa” solo la finanza!
Dimenticavo. Ogni anno, dall’ «ospedale ortopedico» dell’Icrc di Kabul numerosi pazienti, vittime di guerra “a guerra finita”, sono stati inviati al Centro di Emergency perché bisognosi di interventi ortopedici. Feriti immaginari i nostri o ospedali fantasma i loro?

Finale a sorpresa. Ho finito da poco di scrivere queste note in risposta ai reiterati attacchi giornalistici (non provocati, come si usa dire) di Alberto Cairo contro Emergency e contro di me, e mi accingo a gustare la pastasciutta serale con il resto del team di Emergency, quando riceviamo la visita - alle venti e trenta di mercoledi 5 aprile - del Capo Delegazione dell’Icrc.
Il numero uno della Croce Rossa Internazionale in Afghanistan, Reto Stocker, viene a casa nostra accompagnato dal dottor Alberto Cairo.
Ci spiega che «it has been a big fuck-up», espressione grassoccia equivalente a «una gran stronzata». Il dottor Cairo ci dice d’essere stato a cena in Italia con amici, tra i quali la giornalista Camilla Baresani, autrice del “servizio”. Chiacchierando nel dopocena – quando, si sa, la lingua è più sciolta... - si spazia da Karzaj a Scelli, dalla droga alle Ong e gli sono scappati quei commenti su Emergency. Spiega anche, molto dispiaciuto, di avere detto sul nostro lavoro anche altre cose molto carine che la giornalista cattivona e faziosa ha poi «tagliato» dall’intervista travisandone il senso. Che peccato!
Il Capo Delegazione dichiara che questa vicenda è stata un grave errore da parte di Alberto Cairo, e che dall’Icrc hanno anche protestato con la giornalista, oltre che pesantemente redarguito il loro dipendente.
«Sono venuto per porgere ufficialmente le scuse dell’Icrc e per assicurare a Emergency che una cosa del genere non si ripeterà» ha detto Reto Stocker, in presenza di testimoni. Bene. Ma le calunnie e il danno sono pubblici. Perché non scrivere queste cose al Corriere, chiedendo una rettifica? Lo abbiamo chiesto ufficialmente. «Io non sono disposto a farlo» ha risposto Cairo.
Prima getta fango su Emergency in centinaia di migliaia di copie – ma le sue parole sono state fraintese, d’altra parte capita anche ai Presidenti del Consiglio! -, poi si rifiuta di scrivere una lettera al giornale per dire come stanno le cose.
Sono in ritardo per la cena. Arrivederci alla prossima.”
Gino Strada.

(spudoratamente copiato e incollato dal blog di Beppe Grillo)

eljaba ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 29, 2006 09:15 | link | commenti (1)
categorie: sconcerto
lunedì, 22 maggio 2006

Pax

Non posso crederci! Rosy Bindi sembra essere favorevole ai pacs! Stiamo attenti che tra un po' arriva l'armata rossa!

Scherzi a parte, io non capisco quale sia il problema, che pericolo corra la famiglia.

Piuttosto, avrei una proposta in più da fare a papa Penetetto Seticezimo, alias papa Ratzinger: perchè non abolire il voto di castità per i poveri preti? Ultimamente se ne sentono tante: non sarà che forse anche loro sono umani, per caso?

A proposito, ho trovato tra i blog un post divertente e interessante al medesimo tempo: leggete.

Allora? Mica vogliamo aspettare che arrivino i preti figli dei fiori?

eljaba ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 22, 2006 09:41 | link | commenti (5)
categorie: apertura, sconcerto, considero e assidero
giovedì, 18 maggio 2006

Comprensione

Diventare altro, questo è il modo. Non stagnare nelle proprie convinzioni, murati vivi.

Spostarsi: ecco cosa fare. Andare da un posto all'altro, da un'idea all'altra, e osservare le cose.

Guardiamo esplodere le twin towers con un fucile in braccio, in una tv di una grotta in Afghanistan. E poi guardiamole da dentro un aereo, con dell'esplosivo appiccicato al busto.

Forse in quelle torri non c'erano poi tanti innocenti...

eljaba ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 18, 2006 01:18 | link | commenti
categorie: apertura, considero e assidero
domenica, 14 maggio 2006

Quei criminali degli statunitensi

Ciò che è possibile leggere qui mi dimostra quello che penso da un bel po': i veri criminali di guerra per definizione sono gli statunitensi.

Dopo le varie nefandezze di cui si sono macchiati (alcuni esempi: a) coadiuvare Saddam nella guerra Iran-Iraq - e chi ne sa qualcosa sa a che mi riferisco e perchè sono stati dei criminali;
b) o il concetto che hanno fatto passare che la guerra fra i popoli può esserci solo se ha il loro benestare, questo palesemente contro il documento sull'autodeterminazione dei popoli del '75;
c) o il loro prendersela coi curdi anzichè coi turchi, autentici bastardi e amici degli statunitensi medesimi;
d) etc...) ora assistiamo anche all'ennesima: cercare di criminalizzare il leader Iraniano - democraticamente eletto - solo per toglierlo di mezzo e continuare a rompere loro i coglioni.

Per APPROFONDIRE.

Non fatevi prendere per il culo!

Fumatoscani ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 14, 2006 15:44 | link | commenti (1)
categorie: considero e assidero

Giusto due parole sul calcio

Che schifo.

Una volta (forse) era uno sport. Ora sembra il Wrestling.

Lo sport dovrebbe esistere per ricordare che tutto sommato i soldi non sono tutto nella vita.

eljaba ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 14, 2006 13:36 | link | commenti (5)
categorie: considero e assidero
mercoledì, 10 maggio 2006

Continuano a prenderci per il culo!

In Europa ci tengono alla nostra salute.

Quei cattivoni dell'Istituto Oncologico di Bologna aveva dimostrato fattualmente che l'aspartame (il dolcificante sintetico di origine petrolifera... quello che sta nei bar con la bustina blu, ci siamo capiti) fa venire il cancro.

Ma dato che in Europa ci vogliono bene anche l'EFSA (l'autorità alimentare europea) ha fatto i suoi studi e ha apputato che: «Il gruppo di esperti europei hanno sottolineato che nello studio della Fondazione su tutta la durata della vita degli animali, il numero di animali per ogni gruppo di dose e il numero di dosi somministrate sono stati maggiori rispetto a quanto avviene negli studi convenzionali sulla cancerogenicità» e che «Il leggero incremento dell’incidenza dei tumori noti come linfomi e leucemie osservato nei ratti trattati è stato ritenuto non correlato all’aspartame e molto probabilmente attribuibile all’elevata incidenza di fondo di alterazioni infiammatorie ai polmoni. Inoltre, non è stata rilevata una correlazione dose-risposta relativa all’incremento delle dosi di aspartame».

Signori, non significa che l'aspartame non fa venire il cancro, significa che dato che i topi di laboratorio muoiono di cancro entro i due anni, il fatto che quelli siano sopravvissuti tre anni non significa che siano morti per l'aspartame. Malgrado, alla fin fine, siano morti di cancro!!!
Sono morti un po' più tardi e basta. E' come dire: siccome i cancri umani vengono diagnosticati intorno ai 50 anni, se te ne viene uno a 60 significa che t'è arrivato chissà da dove.

Servono malati, come dice Beppe Grillo, ma dato che stiamo bene devono avvelenarci!

Un mese fa o poco più, la FSA (autorità alimentare britannica) ha detto alle industrie alimentari: ragazzi, che ne dite di mettere dietro le vostre confezioni una scala cromatica? dato che di valori alimentari non ci capisce un cazzo nessuno facciamo come ai semafori: rosso=alto contenuto di grassi sale zucchero e grassi saturi, arancione=così così, verde=basso.
Secondo voi che hanno risposto la Nestlé, la PepsiCo, la Danone, la Kraft e la Kellogg's? Andate affanculo!
E continuano a impestarci di prodotti che rendono obesi nel giro di poco, che cariano i denti e che forse fanno venire pure il cancro (l'aspartame è in ogni genere di prodotti, alcuni sotto controllo, altri no!).

Senza contare poi che molte di queste aziende diversificano i loro introiti e producono (o contribuiscono a produrre) armi leggere e armamenti pesanti.

Stiamo in campana!

Fumatoscani ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 10, 2006 10:28 | link | commenti (2)
categorie: considero e assidero
martedì, 09 maggio 2006

Canapa: riprendiamocela!

La cannabis, oltre l'uso che ne fate voi giovani cannaioli, ha proprietà straordinarie. Da quelle antidolorifiche a quelle cardio toniche, dà meno assuefazione di sigarette e alcol, costa di meno ed è naturale.

Perchè è fuori legge allora?

Semplice: andate un po' a leggere qui. Pare che uno speculatore dell'800 ricavasse la maggiora parte dei suoi soldi dalla cellulosa degli alberi, così, per evitare che cominciasse a diffondersi l'uso della cellulosa della canapa, dato che era proprietario di giornali, prese a fare il lavaggio del cervello alla gente per convincerla della dannosità della canapa e quindi della necessità della sua messa al bando. Leggete leggete.

Riprendiamoci la canapa! E smettiamola con questo cazzo di petrolio!

Fumatoscani ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 09, 2006 01:07 | link | commenti (2)
categorie: considero e assidero
lunedì, 08 maggio 2006

Italiani nel mondo

Mi chiedevo: ma l'Italia è poi tutta 'sta gran potenza nel mondo?

Per anni zio Silvio si è proclamato compagnone dei grandi leader mondiali, alleato fondamentale degli Stati Uniti nella missione di pace in Iraq e nell'esportazione della democrazia nel mondo degli incivili.

E poi, l'Italia è in una posizione molto poco lusinghiera quanto a libertà di stampa, quindi forse tutto ciò che sappiamo è un ribaltamento della realtà.

Ai miei occhi Roma non ha nulla da invidiare a Madrid o a Londra. Perchè da noi niente attentati? Non che mi dispiaccia, anzi. Però mi viene qualche dubbio. Non è che nel mondo non contiamo un cazzo, tanto che non vale la pena spaventarci con un'esplosione in metropolitana? O forse siamo messi tanto male che "loro" hanno pietà di "noi"?

Perchè io pensavo che l'Italia fosse degna di un attentato.

Facendo queste considerazioni mi viene da pensare che mi sbagliavo, e che siamo un paese fallito che si gongola nell'illusione della propria meraviglia.

eljaba ha contribuito a cambiare il mondo alle ore maggio 08, 2006 15:25 | link | commenti (5)
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